Cifrario basato su macchinario e cifrario di Atbash

Il primo esempio di cifratura basata su un ‘macchinario’ si può far risalire ad una testimonianza tra il 360 e il 390 dovuta ad Enea il tattico, generale della lega arcadica, in un trattato di cifre il cui XXI capitolo tratta appunto di messaggi segreti. In questo viene descritto un disco sulla zona esterna del quale erano contenuti 24 fori, ciascuno corrispondente ad una lettera dell'alfabeto.

 
Un filo, partendo da un foro centrale, si avvolgeva passando per i fori delle successive lettere del testo: all'arrivo, riportate le lettere sul disco, si svolgeva il filo segnando le lettere da esso indicate; il testo si doveva poi leggere a rovescio. Le vocali spesso erano sostituite da gruppi di puntini.

Il cifrario di Atbash

 

Un primo esempio di cifratura per sostituzione è il codice scriba ATBASH, utilizzato per cifrare il libro biblico di Geremia, codice per il quale ogni occorrenza nella frase di ciascuna lettera dell’alfabeto viene trasformata in altra lettera secondo una regola fissa. Nel codice Atbash la regola è molto semplice: la prima lettera viene sostituita dall’ultima dell’ordine alfabetico, la seconda dalla penultima e così via. Per il moderno alfabeto, questa regola è riassunta dalla tab. 1.
 
cifrario di atbash basato su macchinario

 

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Codici medioevali e il disco cifrante

Nel medioevo i cifrari sono soprattutto monografici: nomi e frasi convenzionali vengono sostituiti da simboli speciali. Un altro noto cifrario basato su un macchinario fu il disco cifrante dovuto al famoso architetto L.B.Alberti: il disco era composto di due cerchi cifranti concentrici, uno esterno fisso con 24 caselle contenenti 20 lettere latine maiuscole (inclusa la Z, con U=V ed escluse H J K W Y) ed i numeri 1 2 3 4 per il testo in chiaro; ed uno interno mobile, con le 24 lettere latine minuscole per il testo cifrato.

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