Il Cifrario bifido di Delastelle

Il cifrario bifido di Delastelle è un altro esempio di cifrario poligrafico e, come quello di Polibio, è basato su una matrice 5x5.

Il metodo si articola in 3 passi:
  • 1 Il messaggio in chiaro viene spezzato in blocchi di cinque caratteri ciascuno; se l'ultimo blocco non è esattamente di cinque, gli
  • ultimi posti sono riempiti di X.
  • 2 Ogni lettera del blocco viene cifrata con due cifre e cioè con l'indice di riga e l'indice di colonna, che vengono scritti in verticale.
  • 3 Le cifre vengono ora riscritte in orizzontale, riga dopo riga, ottenendo un messaggio con un numero di cifre doppio dell'originale.
A questo punto ogni coppia di numeri viene ritrasformata in lettera sempre secondo la matrice. Ne risulta il messaggio cifrato da trasmettere.
 
La matrice può essere quella semplice con le lettere dell'alfabeto ordinate (senza la W che può cifrarsi con una doppia V), oppure può essere ottenuta inserendo dapprima una parola chiave, depurata delle eventuali doppie, seguita da tutte le altre lettere dell’alfabeto in ordine.
 
Esempio: parola chiave COMPUTER
 
tabella 4codice cifrato
La decifratura avviene applicando il procedimento inverso con la medesima tabella che, come nei casi simili precedenti, deve quindi essere già nota al destinatario (in pratica, la chiave è proprio la parola chiave).
 
codice cifrato 2

 

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Il primo esempio di cifratura basata su un ‘macchinario’ si può far risalire ad una testimonianza tra il 360 e il 390 dovuta ad Enea il tattico, generale della lega arcadica, in un trattato di cifre il cui XXI capitolo tratta appunto di messaggi segreti. In questo viene descritto un disco sulla zona esterna del quale erano contenuti 24 fori, ciascuno corrispondente ad una lettera dell'alfabeto.

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