Codice Poligrafico: La Scacchiera di Polibio

Il più antico codice poligrafico (sostituzione di tipo multiplo) è probabilmente la scacchiera di Polibio. Lo storico greco Polibio (~200-118AC), nelle sue Storie (Libro X) descrive un cifrario che attribuisce ai suoi contemporanei Cleoxeno e Democleito: l'idea è quella di cifrare una lettera con una coppia di numeri compresi tra 1 e 5, secondo la descrizione di una scacchiera 5x5.

 
Il messaggio veniva in tal modo trasmesso con due gruppi di cinque torce (p.es. 1,5 = una torcia accesa a destra, cinque a sinistra) e poteva essere qualsiasi e di qualsiasi lunghezza. Una scacchiera per l’alfabeto moderno (fondendo insieme i due caratteri poco frequenti k e q per ottenere in tutto 25 codici) è quella della tab. 2.
 
scacchiera di polibio
Esempio:
 
v i e n i s u b i t o
5124153424434513244435
 
La scacchiera di Polibio ha alcune importanti caratteristiche, e cioè la riduzione nel numero di caratteri utilizzati nel messaggio cifrato, la conversione in numeri e la riduzione di un simbolo in due parti che sono utilizzabili separatamente. La sua importanza nella storia della crittografia sta nell'essere alla base di altri codici di cifratura come il Playfair Cipher o il cifrario campale germanico usato nella prima guerra mondiale.

 

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Codici medioevali e il disco cifrante

Nel medioevo i cifrari sono soprattutto monografici: nomi e frasi convenzionali vengono sostituiti da simboli speciali. Un altro noto cifrario basato su un macchinario fu il disco cifrante dovuto al famoso architetto L.B.Alberti: il disco era composto di due cerchi cifranti concentrici, uno esterno fisso con 24 caselle contenenti 20 lettere latine maiuscole (inclusa la Z, con U=V ed escluse H J K W Y) ed i numeri 1 2 3 4 per il testo in chiaro; ed uno interno mobile, con le 24 lettere latine minuscole per il testo cifrato.

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